Laudato Sì – papa Francesco

Copies of Pope Francis's encyclical, a collection of principles to guide Catholic teaching, entitled "Laudato Si " lies on a table during its official presentation at the Sinod hall in the Vatican, 18 June 2015.   ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

Il testo: italiano / inglese

 

 Antropologico il cuore dell’enciclica sociale

di Fabio G. Angelini

 

L’enciclica sociale di Papa Francesco offre una disamina ampia e articolata dell’intero spettro dell’azione umana, collocando la questione ambientale e dello sviluppo nell’alveo di una giusta visione della persona in grado di orientare e illuminare sull’esercizio della creatività e della libertà in campo economico e, più in generale, sull’uso che l’uomo può fare dell’enorme potere che discende dal progresso delle tecnoscienze.
La “Laudato Si’” ci invita a riconoscere nella questione ambientale e nel modello di sviluppo estrattivo che caratterizza il nostro tempo – e che si alimenta grazie allo sfruttamento dei più deboli, all’individualismo e al relativismo (che discendono dall’antropocentrismo), al consumismo e alla cultura dello scarto – una “radice umana”. La critica di Papa Francesco si rivolge, infatti, verso l’assunzione del “paradigma tecnocratico” (LS, 106) – secondo cui l’uomo crede che la realtà sia totalmente disponibile alla sua manipolazione – quale leva (estrattiva) del progresso e dello sviluppo, poiché “l’immensa crescita tecnologica non è stata accompagnata da uno sviluppo dell’essere umano per quanto riguarda la responsabilità, i valori e la coscienza” (LS, 105). Continue reading

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Encicliche Sociali – Social Encyclicals

Il compito di formulare una dottrina sociale valida per tutti i popoli non è affatto facile. Se le differenze regionali sono notevoli, tanto più lo sono quelle ta i continenti. In alcune zone del mondo le persone soffrono la fame e la malnutrizione, mentre in altre si sentono infelici in contesti di insaziabilità e di avidità. In alcuni Paesi i cristiani vengono perseguitati e messi a morte, in altri sembrano troppo pigri per esercitare i loro diritti politici e partecipare attivamente alla vita sociale. Ovviamente, questo elenco di differenze potrebbe continuare a lungo. Ma benché queste difformità le siano ben note, la Chiesa, nel corso dei secoli e attraverso molte esperienze dolorose, ha chiarito una serie di principi che si applicano a ogni società: la dignità umana, il bene comune, la solidarietà e la sussidiarietà. Poi i cristiani hanno il compito di renderli quanto più fecondi possibile nelle reatà della vita sociale, così come esse vengono studiate ed esposte dalle scienze sociali.

(Economia e Società – Martin Schlag)

 LE ENCICLICHE:

Laudato Sì – Francesco – 2016

Caritas in Veritate – Benedetto XVI – 2009

Centesimus Annus – Giovanni Paolo II -1991

Sollecitudo Rei Socialis – Giovanni Paolo II – 1987

Laborem Exercens – Giovanni Paolo II – 1981

Populorum Progressio – Paolo VI – 1967

Pacem in Terris – Giovanni XXIII – 1963

Mater et Magistra – Giovanni XXIII – 1961

Quadrogesimo Anno – Pio XI – 1931

Rerum Novarum – Leone XIII – 1891

 

 

 

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Teaching Catholicism to Capitalists

On Wedtctcnesday, May 13, Prof. Martin Schlag – Acadamic Director of MCE – will hold a lecture at the Catholic University of America (Washington) in occasion of the event: “Teaching Catholicism to Capitalist, hold by CUA Business School and the Pontifical Council for Justice and Peace.

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In Dialogue with Cardinal Müller

di Martin Schlag

LIBRO.MULLERIn two books published in Italian in 2013 and 2014, the present Prefect of the Congregation for the Doctrine of the Faith, Cardinal Gerhard Müller, argues for the rehabilitation of liberation theology.[1] One must immediately add: the rehabilitation of a “Catholic version” of liberation theology, purified of “horizontalism” and of the accusation of being “social science”, or “socio-theology” not theology in the proper meaning of the word. Cardinal Müller and Gustavo Gutiérrez contend to make a “purely theological” proposal that answers a fundamental question. This question is not what the Church says about injustice in Latin America but of how we can speak of God, of the sacraments, etc. in the face of abject poverty, exploitation and oppression. To present the social teaching of the Church as an answer to such a challenge would not be sufficient, they write, we need a change of the theological method.

In this paper, I will argue that while the preferential option for the poor is a non-negotiable element of Christian faith, liberation theology raises more questions than it can answer. Specifically, first, I will try to show that liberation theology as presented by Cardinal Müller is based on a peculiarly slanted terminology and on a biased evaluation of facts. An effective help of the poor would require a more nuanced analysis; secondly, that his methodology curtails the freedom of the laity in temporal affairs.

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July 17, 2014 · 8:33 am

Le parole di papa Francesco ai leader dell’ economia

papa_francesco_omelia_sulla_povert_san_pietro_non_aveva_un_conto_in_banc-330-0-366291di Martin Schlag

 

 Papa Francesco è diventato un personaggio riconosciuto in campo internazionale. Non mastica di economia ma è molto preoccupato per i poveri. Alcuni brani dei suoi scritti, soprattutto dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, sono critici del sistema economico attuale. Per chiarire che apprezza e stima il lavoro degli operatori economici, ha scritto al World Economic Forum (WEF) a Davos: “La comunità imprenditoriale internazionale può contare su molti uomini e donne di grande onestà e integrità personale, il cui lavoro è ispirato e guidato da alti ideali di giustizia, generosità e preoccupazione per l’autentico sviluppo della famiglia umana. (…) Vi chiedo di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell’umanità e non la governi“.

In altre occasioni, Papa Francesco ha parlato della crisi economica. La interpreta come una crisi più ampia, morale, antropologica; crisi culturale dell’Occidente. La crisi non è una semplice pecca in un sistema meccanico, che si potrebbe riparare e tornare al business as usual. Purtroppo, esistono fra gli operatori finanziari ed economici alcuni che si comportano come cannibali: e non basta insegnare loro il galateo.

Occorre far cambiare la dieta. Per chi l’ha già cambiata o si sente piuttosto vittima di tante difficoltà, le parole del Papa possono servire come chiamata ad allargare lo sguardo al di là della propria impresa, al tessuto sociale (condivisione, sostenibilità per superare il cortotermismo, sussidiarietà contro lo statalismo, ecc.). Vediamone alcune. Continue reading

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June 16, 2014 · 11:10 am

Human Flourishing

Livia Bastos

ImageCorey Keyes, psicologo sociale, membro dell’Emory University, Atlanta, dal 1997 e Jonathan Haidt, psicologo sociale e culturale, membro dell’University of Virginia, Charlottesville, dal 1995 sono stati i curatori dell’edizione Flourishing, Positive Psychology and the Life Well-Lived, pubblicata dall’American Psychological Association, per la prima volta nel 2002.

Secondo questi autori, lo human flourishing consiste nello studio scientifico di ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta e quest’orizzonte sarebbe, appunto, il campo di ricerca e il principale argomento della Psicologia Positiva.

Martin Seligman, direttore della Rete di Psicologia Positiva e Robert A. Fox Leadership Professor of Psychology presso l’University of Pennsylvania, afferma che, nel corso della sua corta esistenza, la psicologia scientifica ha fatto importanti progressi riguardo la comprensione e la terapia delle malattie mentali. Questo progresso, tuttavia, ha comportato, secondo gli autori, dei costi molto elevati. Il compito di alleviare gli stati che rendono la vita infelice ha reso non prioritario, dentro il campo epistemologico della psicologia, un altro obiettivo: quello di incrementare gli stati che rendono la vita degna di essere vissuta.

Riflettendo sulla sua esperienza terapeutica, Seligman ha trovato che la gente non vuole semplicemente correggere le proprie debolezze. Vuole qualcosa di più: vuole una vita piena di senso, non solo un vano agitarsi finché si muore.

Questa è la ragione per cui Seligman concepisce la psicologia come educazione finalizzata alla salute e alla vita buona. Nella sua concezione, la psicologia non deve limitarsi a guarire o a gestire delle patologie ma deve piuttosto offrire degli istrumenti utili per la crescita personale e sociale, per la vita riuscita.

La Psicologia Positiva, come scienza, cerca di studiare questa volontà di senso e perciò cerca di comprendere le emozioni positive, incrementare le potenzialità e le virtù e di fornire delle linee di condotta indirizzate a raggiungere quello che Aristotele definiva il “ben-essere”, la felicità o ευδαιμονία.

All’interno della Psicologia Positiva, il flourishing viene descritto come il vivere dentro a un certo intervallo ottimale di funzionamento umano, che connota allo stesso tempo bontà, generatività, crescita, e resilienza.

Inoltre potrebbe essere di aiuto nell’approfondimento della comprensione del termine, considerare che flourishing sia appunto l’opposto di ciò che è patologico e languente. Continue reading

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Just Business. Multinational Corporations and Human Rights.

ImageJ. G. Ruggie,

W.W.Norton,New York – London 2013.

Reviewed by Martin Schlag

The author was the Special Representative of the UN Secretary-General on the issue of human rights and transnational corporations and other business enterprises who published the “Guiding Principles on Business and Human Rights”. These can be summed up in three concepts: states must protect, companies must respect, those who are harmed must have redress. The 1990s were an age of “corporate globalization”, however, “globally operating firms are not regulated globally” (p. xvi). The response of governments to non regulation was a growing awareness for Corporate Social Responsibility (CSR). Nevertheless the infractions of human rights by corporations increased during the 1990s. The reasons for this are the new challenges to business posed by globalization in controlling their value chains. “To oversimplify only slightly, as governments moved towards greater deregulation and privatization, they promoted CSR initiatives and private-public partnerships in place of more direct governance roles.” (p. xxvii) Ruggie sums up the situation at the outset of his mandate as a divided arena of lacking shared knowledge; fragmentary governance systems¸ growing awareness in civil society, and occasional lawsuits against companies. He describes his method as “principled pragmatism”: unflinching commitment to the principles of human rights and a “pragmatic attachment to what works best in creating change where it matters most”. (p. xlii) He is convinced that a central authority cannot govern the world economy, but that we are in a situation of “polycentric governance” composed of three distinct governance systems: state public law; civil governance; and corporate governance combine and jointly influence the economy. Continue reading

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